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Autore Topic: Quando i byte valevano  (Letto 448 volte)

DragoRosso

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Quando i byte valevano
« il: Gennaio 23, 2024, 10:51:18 am »
................
sono tanti per chi, come me, viene da lontano, quando i byte erano i byte e se ne apprezzava il valore.
Quoto questo pensiero di @Riccardo Ferrari perchè anche io provengo da quell'epoca. Per me erano gli anni fine settanta / inizio ottanta. A scuola insegnavano Pascal, e potevamo anche esercitarci sui terminali CP/M. Insegnamento comunque teorico, certo con compilazione, ma di fatto senza nulla concludere con progetti concreti perchè sarebbe servito il mainframe della scuola, inaccessibile a noi studenti.

Poi in elettronica usavamo i computer Apple 2 (varie serie) più che altro per smontarli, hackerare il bios e vedere dal vero un progetto di "computer".
Parlo di hackerare perchè già a quel tempo ci si divertiva a modificare il BIOS per fare fare al "PC" cosa strane, soprattutto alla partenza modificando la rappresentazione del logo a video (a quel tempo non era grafica ma la composizione di caratteri).

Quando si programmavano i microprocessori, a quel tempo andavano di moda i MOS 6502, 6510 poi evoluti in Motorola 68xxx,  bisognava stare accorti con i byte, non erano infiniti e anche solo un nibble (metà di un byte, 4 bit) era importante.

I nibble, me li ricordo ancora quando si usava il BCD per la visualizzazione a display (barre led a sette segmenti).

E tutti i bit impacchettati, in un byte non c'erano informazioni associate ed uniformi bensì un insieme di zeri e uno che volevano dire ognuno qualcosa non strettamente legato a quello precedente e successivo.

I byte erano preziosi come affermi, anche quando il processore veniva usato come microcontrollore (senza le funzioni evolute tipo PC), comunque c'erano qualche decina di chilobyte, 48 KB diciamo di uso per un programma, massimo 64 KB nudo e crudo.

Noi oggi lavoriamo con sistemi che usano i pad per riempire gli spazi vuoti (allineamento): se uso un byte in realtà il sistema ne usa comunque 8 ... a quel tempo sarebbe stata follia pura anche solo pensarlo.

Ricordo vagamente però che già a quel tempo si incominciava ad intravedere qualcosa che minava la compattezza: c'erano delle penalità in termini di tempi di esecuzione (mi pare di un ciclo macchina) se il dato di una istruzione assembler era a cavallo tra un indirizzo dispari e pari, o qualcosa di simile tipo a cavallo tra banchi di memoria ... perdonatemi l'imprecisione ma di tempo ne è passato.

Bei tempi, direi avventurosi dove tutto era da esplorare e di anno in anno le tecnologie evolvevano a ritmi impressionanti (visti con i nostri occhi).

E poi il Pascal, ha in quegli anni preso vita con il popolare Turbo Pascal della Borland. Da qui nel giro di pochi anni nasceva quello che in futuro diventerà FPC (Free Pascal Compiler). E a seguire (diciamo in parallelo) nacque Delphi ... sino alla ns. storia.

Ehh ogni tanto il ricordo riaffiora andando ad attingere qualche nuovo pezzetto di storia qua e là.

Buona giornata a tutti.
:) Ogni alba è un regalo, ogni tramonto è una conquista :)

xinyiman

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Re:Quando i byte valevano
« Risposta #1 il: Gennaio 23, 2024, 01:14:01 pm »
DragoRosso, ti devo ringraziare per questo post. Questa mattina quando mi sono svegliato mi sono sentito terribilmente vecchio, ora dopo aver letto il tuo post mi sento ancora discretamente cccccciovane. Io appartengo alla generazione di quando i mega byte valevano. Parliamo fine anni 80 primi del 90.

Comunque il fatto di non aver più limiti tecnici legati alla memoria e alla capacità di calcolo oggettivamente hanno tolto molto della magia della programmazione. Altro che le accademy di oggi dove ti insegnano a programmare in 3 mesi  ;D ;D
Ieri è passato, domani è futuro, oggi è un dono...

DragoRosso

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Re:Quando i byte valevano
« Risposta #2 il: Gennaio 23, 2024, 03:43:53 pm »
Figurati, è un piacere contribuire a creare ... l'illusione di essere giovani  ;D ;D ;D
:) Ogni alba è un regalo, ogni tramonto è una conquista :)

bonmario

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Re:Quando i byte valevano
« Risposta #3 il: Gennaio 23, 2024, 05:56:11 pm »
Altro che le accademy di oggi dove ti insegnano a programmare in 3 mesi  ;D ;D

Per non parlare di quegli IDE in cui tu disegni, e quando salvi, ti genera il codice che poi compila ...

Ciao, Mario

giacomarko

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Re:Quando i byte valevano
« Risposta #4 il: Gennaio 25, 2024, 08:27:41 pm »
Io ricordo il primo PC sul quale ho messo le mani, PC in ufficio ovviamente, e chi poteva permettersene uno a casa  :D

era un Olivetti M24, schermo da 14'' monocromatico a fluori verdi, peso all'incirca 20 kg (tutto in metallo !), niente HD, solo due floppy disk da 5'' flessibili, non ricordo nemmeno più la capacità, solo che su di un dicsco girava MSDOS 2. qualcosa e sull'altro Lutus 123.

per chi se lo ricorda (forse era 1985 o giù di lì), a quel tempo c'era la testata Repubblica che forniva unitamente al giornale, delle minitessere con dei numeri e giornalmente c'erano delle estrazioni legate ad alcuni titoli della borsa.

Iniziai a "pasticciare" con GWBasic, creando un programmino per registrare tutti i numeri di ogni singola tessera che si possedeva in ufficio, e far calcolare al PC se c'era qualche tessera vincente, questo perchè alla fine verificarle una ad una a mano, era una bella rottura di p..lle.

Mai vinto nulla nè...  ma era "spaziale" vedere il pc che una volta inserito i numeri vincenti, si passava tessera per tessera per verificare i risultati !!  :D :D

 
SO: W11
Release Lazarus: 3.0 del 2023.12.17 win32/win64
Versione FPC: 3.2.2
DB: MySQL 5.0, MSAccess

DragoRosso

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Re:Quando i byte valevano
« Risposta #5 il: Gennaio 25, 2024, 09:26:49 pm »
Esperienza simile, anni 81 / 82, vic 20 prima e commodore 64 poi (fatto arrivare non sò come dall'America forse i primi in Italia) con floppy drive 1541 hackerato (scriveva x4 più veloce e x 1.5 come capacità).
Nel tentativo di sbancare il totocalcio io ed un mio amico, pensiero da ragazzini, creammo un sistema che teneva conto di tutti i risultati degli ultimi anni (immessi a manina .... e ogni settimana li aggiornavamo).
Programma fatto in Basic per la parte grafica e in assembler per la parte di analisi (Pascal solo a scuola a quei tempi ...)

L'abbiamo anche venduto ad un bar della zona, ma noi non abbiamo mai vinto nulla e neanche il bar mi pare ....  :o ;) :D

Poi abbiamo riesumato il tutto per fare un gestionale di magazzino.

Grandi anni quelli. Non dovrei dirlo, ma in testa c'era poca voglia di studiare, molta voglia di fi... ehmm ragazze e divertimento con gli amici.
:) Ogni alba è un regalo, ogni tramonto è una conquista :)

tito_livio

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Re:Quando i byte valevano
« Risposta #6 il: Gennaio 28, 2024, 07:51:18 pm »
Ricordo il primo computer entrato a casa mia.
A quei tempi il computer era una cosa "seria" anche se il nostro era solo un personal computer, l'Apple 2.
Venne un signore, era il 1980, vestito col camice bianco che con fare serio e professionale se la tirava un po'.
I fattorini ci consegnarono il computer e questo signore ce lo montò e cominciò a farlo funzionare.
Era costato un botto, tutto a leasing, ed era costata un botto anche la stampante ad aghi 132 colonne la Centronics 739 che però aveva solo le maiuscole e se volevi le minuscole dovevi pagare un altro po'.
A quei tempi però, e per fortuna, per un programma si poteva chiedere di più e ci si rifaceva. O meglio si rifaceva mio padre, io, allora, facevo solo un condominio ed integravo la paghetta.
Tutti adesso parlano di megabyte o di stampanti ed altre cose d'informatica ma prima ne capivano solo gli addetti ai lavori.
Ricordo un condomino: "Lei adesso prende tutte queste spese, le infila nel transistor e poi ci fa sapere..."

Stilgar

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Re:Quando i byte valevano
« Risposta #7 il: Gennaio 29, 2024, 07:44:56 pm »
Ah, mi verrebbe da parafrasare il delfino curioso in "Condomine scroccone" ...
Al mondo ci sono 10 tipi di persone ... chi capisce il binario e chi no.

 

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